CinemArena in Libano 2008

Un back stage di un back stage.  CinemArena  una carovana itinerante che porta il cinema italiano e internazionale in regioni marginali, in villaggi dove il cinema non arriva.

 Un gruppo di cineasti libanesi  gira nei vari luoghi dei  film brevi che vengono proiettati la sera stessa nell’arena.  CinemArena  in  Libano 2008 documenta il back stage di questi film brevi,  la gente  prima e durante le proiezioni e diventa in qualche modo parte dell’evento.  In Libano spostandosi di pochi chilometri si passa da comunità cristiano-maronite a quelle musulmane  sunnite, scite o ismailite, a quelle ebraiche. Il film evidenzia queste grandi diversità  superate però da una comune passione per il cinema.

 

 

Nato e realizzato dalla Cooperazione Italiana nel 2001, nell’ambito del programma "Emergenza Colera" in Mozambico, il progetto CinemArena ha l’obiettivo di comunicare alle comunità più disagiate dei diversi Paesi che attraversa campagne sociali importanti, partendo dalle emozioni e dai sentimenti che il cinema sa risvegliare.

CinemArena, innovativo progetto di sviluppo del Ministero degli Affari Esteri già realizzato nelle piazze di Angola, Etiopia, Kenya, Libano, e poi  Marocco, Mozambico, Senegal e Uganda.

il viaggio di questa straordinaria carovana itinerante che regala il cinema, italiano e internazionale, a persone che non hanno mai avuto la possibilità di vedere un film. Un'esperienza, questa, che costituisce un evento indimenticabile, di grande impatto emotivo e che resterà impressa nel cuore di adulti e bambini: la magia della proiezione sotto le stelle,.

Non c’è solo svago, ma riflessione e impegno: le proiezioni sono precedute da brevi cortometraggi educativi, o da brevi spettacoli teatrali che sono veicolo di campagne sociali e sanitarie, messaggi importanti che raggiungono anche chi non sa leggere, non vede la televisione, non ha accesso a Internet, in una parola gli ultimi: dalla prevenzione di alcune malattie (Aids, malaria, colera, lebbra) in Mozambico, Kenya e Uganda, alla diffusione di informazioni sul nuovo diritto di famiglia in Marocco, dalla lotta alla violenza contro le donne e i bambini Libano e in Senegal, ai diritti dell’infanzia in Kenya e in Etiopia, sino all’educazione sulle bombe "a grappolo" in Libano e in Uganda. Insomma, una nuova modalità di cooperazione e, dal punto di vista cinematografico, una diversa funzione del film, che diventa strumento di informazione sociale e di divulgazione.

 

Credits

 

Regia e fotografia Stefano Scialotti

Editing  Ali Hammoud