Julio Larraz

Roma Complesso del Vittoriano  2012

Una grande mostra di Julio Larraz a Roma che nel film diventa una possibile biografia dell’artista

 Le sue opere nei diversi periodi e fasi creative della sua vita.  Larraz che passeggia per i saloni della mostra  e ci racconta alcune opere ma soprattutto se stesso. Dall’ Avana dove nasce e comincia a dipingere, poi dopo il ’61 Maiami, Whashington  e infine New York.  Larraz un newyorkese -habanero at work.

 

La mostra, vuole far conoscere l’universo pittorico dell’artista cubano attraverso circa cento opere tra olii su tela, disegni, acquarelli e alcune sculture che richiamano principalmente il suo amore sempre vivo per la terra natia malgrado la sua carriera di artista si sia sviluppata totalmente fuori Cuba. In questa antologica, la più completa mai realizzata in Italia, non viene celebrata solo la sua arte parodistica e grottesca, figlia di quell’esperienza da caricaturista che contraddistingue la prima parte della sua carriera, ma l’intera sua pittura nella quale si mescolano aspetti differenti. 

Nonostante il suo tratto e il suo stile siano immediatamente riconoscibili, Larraz non è tra quegli artisti seriali che impongono un marchio di fabbrica, anzi nella sua pittura rincorre la varietà di soggetti, situazioni e storie, intendendola come una palestra di sperimentazioni e soluzioni formali sorprendenti. Davvero si può affermare che ogni quadro di Larraz sia diverso da tutti gli altri perché lui non ama affatto ripetersi.” (Luca Beatrice). 

 L’esposizione, che è a cura di Luca Beatrice, è organizzata e realizzata da Comunicare Organizzando in collaborazione con la Galleria d’Arte Contini, CortinaVenezia,


“Io dipingo ciò che mi interessa, né per la critica né per il pubblico. Un artista deve essere autentico, svelare e denunciare al mondo la verità e le ingiustizie. Il dovere di ogni pittore è informare”. (Julio Larraz).

La pittura di Larraz presenta molteplici sfaccettature: molti i temi, dall’aspetto politico alla passione per i ritratti, dall’amore per i paesaggi, alle raffigurazioni del femminile; molti i riferimenti culturali, dai murales della sua terra d’origine all’amore per il Quattrocento italiano, dai continui rimandi al Surrealismo, alla passione per le nature morte di Caravaggio, fino ad arrivare al gusto del grottesco e della caricatura che prorompe nelle prime opere realizzate da giovanissimo.

 “Ho lavorato per il New York Times , il Washington Post, il Times Magazine e altre importanti testate statunitensi – spiega l’artista – ma ho sempre sentito di essere pittore, fin da quando, da piccolo, vidi tra i libri di mio padre i dipinti di Caravaggio”. 

Larraz, considerato uno dei maggiori artisti latino-americani, ci introduce nel suo universo creativo in cui la raffigurazione del potere e dei suoi effetti polimorfi occupa una posizione saliente, certo, ma la sua pittura è al contempo intrisa di “classicismo” e modernità. . “Larraz ama il blu delle profondità marine su cui salpano barche e navi, che aprono finestre verso orizzonti infiniti, si prestano a scenari per conversazioni d’affari o incontri galanti. Non è artista metropolitano, non rincorre il caos globale della città, ma spazi dove perdersi e mai più ritrovarsi.” (L. Beatrice). 

 

Credits

 

Una produzione Galleria Contini 2012

Regia Stefano Scialotti

Fotografia  Walter Balducci, Stefano Scialotti

Editing  Diego Glickman

Durata 20 min.