BIENNALE di SHANGHAI 2004

“Techniques of the Visible”

Una produzione Dinamo Italia,  regia Stefano Scialotti  52’ 

La Cina contemporanea, il rapporto con l'Occidente, con le tecnologie, con l'architettura, con il mercato ma anche con le radici culturali storiche e "maoiste", la globalizzazione, sono i temi al centro della biennale.
Nel documentario si alternano le immagini di opere fotografiche o video ad altre più tradizionali. Si alternano artisti cinesi e internazionali. Si alterna la Biennale con spostamenti nella metropoli : il traffico, i grandi grattacieli, il porto, ma anche spezzoni di vita "normale" nella meno normale delle metropoli cinesi.
Ne esce un quadro stimolante e contraddittorio. Una presenza forte, a volte melanconica della Rivoluzione e di Mao, ormai divenuto una icona pop della Cina contemporanea.
Nelle opere si nota una presenza fortissima dell'Occidente e dei suoi miti. Come in "Survivors" : serie di foto iperreali di sopravvissuti all'11 seettembre, però fatte in studio. E poi quella Cina ipercapitalista di cui Shanghai è un campione.
Gli altissimi grattacieli senza fine, però di notte illuminati come lampade cinesi in un grande gioco rassicurante.
Il mercatino dell'usato al centro di Shanghai dove Mao e i suoi brillano  sui distintivi e dalle statuette in vendita per i turisti.
Tutti corrono a Shanghai, gli artisti nelle loro opere, il traffico, la gente negli infiniti passaggi pedonali. Un artista ha accelerato il grande orologio della torre del palazzo della Biennale.
Dove va la Cina, chi sono i cinesi oggi, che rapporto hanno con la Rivoluzione, il comunismo, il mercato, le arti contemporanee e l'Occidente?
Il "Progetto Lunga Marcia" che ripercorre con un gruppo di artisti I luoghi storici della Lunga Marcia di Mao affronta questi temi.
La Biennale e questo filmato non rispondono invece a questi interrogativi, ma anzi ne pongono di nuovi.